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2
Dic
2016

Progettazione logo per Baita Motin

La realizzazione di un logo corre attraverso tortuosi passaggi, ma che sono fondamentali per arrivare ad un prodotto finale che non solo piaccia al cliente e in cui si possa identificare, ma che ad estranei trasmetta subito il messaggio che si vuole dare.

Un esempio perfetto di questo lavoro concettuale e pratico è il logo che abbiamo realizzato qualche mese fa per il Rifugio Alpino "Baita Motin" di Oga in Valtellina.

Le richieste iniziali ed indicative del cliente erano di inserire in qualche modo una farfalla (simbolo porta fortuna dei gestori) e se possibile di utilizzare dei colori di tonalità violacee.

Il primo passaggio è stato quindi quello di cercare di stilizzare una farfalla in modo che non diventasse troppo predominante nell'immagine globale del logo, ma che non perdesse neppure di definizione se stampata su piccoli formati come ad esempio i biglietti da visita. Non bisogna infatti mai perdere di vista il concetto che i loghi debbono poter essere leggibili in qualsiasi contesto e dimensione possibile.

Disegnata la forma di farfalla che ritenevamo la migliore, abbiamo iniziato a lavorare invece sul font, perchè, come potete vedere nella gallery delle immagini, uno stesso disegno associato ad un carattere differente può cambiare completamente la sensazione che si prova guardandolo. Così abbiamo ottenuto tre idee molto diverse che andavano da una immagine più fredda e distante ad una più giocosa.

Ma come i font cambiano un logo, così anche le forme lo fanno, e nella fase successiva abbiamo provato a realizzare una farfalla che fosse più forma e meno disegno. Ecco così nascere la proposta 2. Sicuramente molto elegante, ma anche troppo fredda per il concetto di accoglienza che dovrebbe trasmettere una baita di montagna.

Così siamo tornati sui nostri passi e abbiamo deciso di utilizzare uno stile evergreen: il vintage, con la farfalla assoluta protagonista e la scritta "Baita Motin" racchiusa in un nastro ad avvolgere l'insetto, ottenendo così un impatto visivo sicuramente molto più forte che nelle prove precedenti.

Ma in tutte queste demo c'era sempre qualche cosa che a pelle mancava: l'identità stessa della Baita e del meraviglioso posto in cui si trova. Pre quanto potessimo disegnare una bella farfalla, non era immediamente chiaro che si stava parlando di un rifugio sulle Alpi, ecco quindi il perchè della seconda fase di studio.

Alla farfalla abbiamo iniziato ad associare la linea appena accennata delle montagne e della sagoma della Baita stessa (ridisegnata ovviamente sulle reali forme dell'edificio) come potete vedere nelle due versioni del logo numero 4.

La sensazione, guardando le prove, era di essersi avvicinati di più al messaggio finale, ma qualche cosa ancora non tornava, e quindi provammo a rielaborare lo stile vintage unendo le linee dei boschi e questa volta utilizzando colori di predominanza caldi invece del viola. Ma nella proposta 5 avevamo di nuovo perso la linea della Baita che per noi era imprescindibile.

Ecco quindi finalmente l'ultimo passaggio con l'unione di tutti gli elementi che stilisticamente erano piaciuti ma che erano anche in grado di trasmettere un giusta comunicazione: uno stile vintage, la presenza della farfalla porta fortuna, ma anche la facciata del rifugio dietro il quale svettano le cime dei meravigliosi boschi in cui è realmente immerso. 

L'unica modifica fatta nella versione definitiva è stata la scelta di utilizzare un colore caldo, l'arancione, invece del più elegante, ma sicuramente freddo viola, ma sul perchè di questa scelta vi rimando ad un articolo che abbiamo pubblicato l'anno scorso dal titolo Coloriamo la nostra immagine

Come vedete il "parto" di un logo richiede molta attenzione, cura del dettaglio e un'analisi di ogni fattore quasi maniacale, ma quando si trova la soluzione giusta, avere una immagine cucita addoso, unica e identificativa è non solo un piacere personale, ma una carta vincente per le aziende e le attività.

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