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12
Giu
2017

Fotoritocco nel giornalismo

Nell’era del “sempre connessi” in tanti hanno abbandonato giornali e telegiornali per seguire canali online di notizie e informazioni. E ammettiamolo su… chi di noi alla sera, stancamente, non si è abbandonato allo scorrere di facebook, guardando solo titoli e foto di articoli da leggere, forse, dopo … con calma, ma facendosi già un’idea grazie alle immagini viste.

Ma quanto ci possiamo fidare effettivamente di ciò che vediamo?
Quante foto sono il frutto di un geniale scatto e quanto della magia di Photoshop? Siamo sicuri che quella immagine non sia stata studiata, corretta, rimontata in postproduzione? Perché nell’ambito della moda ormai il fotoritocco lo si dà per scontato, ma in quanti sanno che ne se fa largo uso anche nel mondo dell’informazione?

Questa non è la sede corretta per addentrarsi nei melmosi e complicati meandri delle fakenews, ma un po’ di accortezza forse possiamo consigliare di utilizzarla. E non solo perché viviamo nel mondo magico dei software, perchè come dimostra la galleria qui di seguito, quella di “sistemare” le immagini, prima di pubblicarle, è una tradizione vecchia quanto il giornalismo.

A volte possono essere correzioni date solo dalla necessità di rendere più leggibile o emozionante una foto, altre volte invece sono vere e proprie truffe visive fatte per creare ciò che non esiste.

Attenti quindi alle discordanze! Calatevi nelle immagini come fate nella settimana enigmistica e cercate elementi o visi ripetuti, luci e ombre che non corrispondono, epurazioni di personaggi che sapete presenti ad un evento e… mai abbassare l’attenzione!

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